Alla prima mappa delle pagine web A Capo di Ponte

Venerdì 16 ottobre; eccoci finalmente a Capo di Ponte, l’area alpina più ricca di incisioni.
Prima tappa della nostra visita il parco di Naquane, dove è concentrata la maggior parte di rocce istoriate dall’uomo dal Paleolitico fino all’età romana. La grande roccia di Naquane: antropomorfi e zoomorfiLevigate dall’azione del ghiacciaio, presentano una superficie adatta per essere incisa come la Rupe Magna, ma a differenza della nostra di scisto sono arenarie formate dalla sedimentazione della sabbia.
Complice la giornata stupenda, abbiamo goduto di ottime condizioni di  visibilità, che ci hanno consentito di individuare molte figure simili a quelle a noi familiari della Rupe Magna, nitide ed evidenti come se non risalissero a tanto tempo fa. Si tratta di oranti, antropomorfi e zoomorfi (numerosi i cervi che a Grosio però stranamente mancano del tutto). Graffiti come i labirinti, le palette, le capanne, i telai e le raffigurazioni di antropomorfi di sesso femminile risalenti all’età del rame invece sulla nostra rupe non compaiono.
La guida ci ha spiegato il significato che gli studiosi hanno attribuito alle istoriazioni più strane; i labirinti potrebbero rappresentare delle prove che i giovani dovevano superare per diventare guerrieri perché sono vicine a scene di combattimenti che a loro volta potrebbero essere prove di iniziazione.
La paletta sarebbe un simbolo di morte perché si pensa servisse per raccogliere le ceneri dopo la cremazione dei defunti.Grande roccia di Naquane: capanne dell'età del Ferro
La tappa successiva è stata Paspardo, un paesino a 1000 metri circa s.l.m, immerso in una fitta vegetazione costituita prevalentemente da selve di castagni. Spesso nascoste e non ancora studiate completamente le numerosissime rocce istoriate, su una delle quali abbiamo potuto ammirare la rosa camuna, famosa per essere diventata il simbolo della Regione Lombardia.

 

  

 

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Documentazione
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Grosio
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