Alla prima mappa delle pagine web Rilevamento e documentazione

Vista aerea dei dossiPrima di procedere allo studio delle rocce incise, è indispensabile un’accurata pulizia con l’impiego di strumenti non metallici come spazzole e scope di saggina; seguono il lavaggio con acqua e l’eliminazione di muschi e licheni.
I frequenti ritrovamenti di strumenti litici in prossimità delle rocce istoriate, nonché l’esame delle caratteristiche presentate dalle incisioni, hanno portato alla convinzione che strumenti privilegiati per la realizzazione dei graffiti in quest’area siano state le pietre, per lo più percussori appuntiti di Rupe Magna con i castelli sullo sfondoquarzite, utilizzando generalmente la tecnica della picchiettatura diretta della superficie. Un numero minore di figure è stato invece ottenuto con il graffito: uno strumento molto sottile e appuntito chiamato filiforme –spesso anch’esso di pietra- era utilizzato dall’incisore per graffiare la roccia; sul solco ottenuto si poteva passare ripetutamente producendo un’incisione a forma di V o U più o meno profonda.
Ben visibili appena eseguite, le figurazioni hanno oggi un aspetto sicuramente molto diverso a causa della consunzione provocata dal ripetuto passaggio su di esse da parte di uomini e animali o indotta da agenti naturali quali lo scorrimento dell’acqua, l’azione di neve e ghiacci, la crescita di muschi e licheni.
Inoltre la roccia è scistosa, dunque non presenta una superficie particolarmente liscia e regolare; di conseguenza, nonostante la picchiettatura sia spesso ben conservata (le incisioni sono notevolmente consunte solo nelle zone di più facile accesso, dove uomini e animali hanno camminato per millenni) non risulta molto evidente.

Rupe Magna. Fase di rilevamento Per procedere allo studio è stato perciò indispensabile ricercare le migliori condizioni di luce radente, naturale o artificiale. Rupe Magna. Rilievo delle incisioni

Il rilievo e la catalogazione integrale delle incisioni della Rupe Magna e la schedatura di 50 rocce del Dosso Giroldo sono state eseguite tra il 1991 e il 1995 dalla Cooperativa Archeologica "Le Orme dell’Uomo" di Cerveno (Bs). La fase di rilievo a contatto sulla Rupe è stata faticosa, lunga e impegnativa, date le dimensioni di questa roccia superiori a quelle di qualunque altra dell’arco alpino (342 metri quadrati): utilizzando pennarelli neri per scrittura su superfici lucide, su fogli trasparenti di polietilene detti "Cristal" si è ottenuta una replica bidimensionale in scala 1:1 estremamente precisa di ogni singolo colpo di picchiettatura prodotto dall’incisore. Per poter effettuare questa operazione è stato indispensabile suddividere l’intera superficie in 85 settori, sui quali sono stati disposti, tramite una gomma adesiva, 780 fogli trasparenti squadrati in misura standard. Ogni foglio di rilievo è stato poi ridotto al 50, al 25 e al 12.5%, per poter essere assemblato nella ricostituzione dei singoli settori.
Particolarmente importante la fase di lavoro immediatamente precedente il rilievo vero e proprio: ogni singola figura è stata riconosciuta nella sua forma intera e distinta da eventuali altre sovrapposte o sottoposte; solo così è stato possibile la riproduzione fedele e l’individuazione delle diverse fasi istoriative.
Di tutti i settori si possiede anche la documentazione fotografica: esistono riprese generali e particolari, nonché inquadrature ravvicinate per tutte le figure, le associazioni e le sovrapposizioni più significative.


La Rupe Magna
Rupe Magna

Grosio
Grosio

Pagina curata da Francesco Pini e Roberto Pini
Foto C. Rodolfi e R. Della Vite