Alla prima mappa delle pagine web La scoperta del
complesso petroglifico

Rupe Magna e Castello Nuovo visti dalla centrale idroelettricaLa scoperta del complesso petroglifico di Grosio si deve al professor Davide Pace, nato a Milano il 2/3/1907, che nell’agosto del 1966 rinvenne, durante una gita tra il Dosso dei Castelli e il Dosso Giroldo, un gruppo di coppelle che attestava la presenza di incisioni in una zona mai indagata fino a quel momento.Davide Pace
La ricerca fu inizialmente concentrata nell’area di Giroldo, dove par
ecchie rocce lisce, montonate dal ghiacciaio, ripulite dai muschi e licheni che le ricoprivano, mostrarono una grande quantità di figurazioni, soprattutto coppelle e canaletti.
Da quel momento l’attività di indagine e studio non conobbe soste, come testimoniano i numerosi articoli e saggi dello stesso Pace che ne documenta le fasi salienti con un linguaggio arcaico ma estremamente suggestivo: l’archeologo è impegnato in una vera e propria missione che gli permette, grazie alla sua dedizione e competenza, di ridare vita e voce a ciò che, in caso contrario, sarebbe destinato alla morte e al silenzio.L'antropio
Era il 12 agosto del 1970 quando una stravagante immagine antropomorfa balzò vivida su la roccia ripulita di Giroldo, data la luce particolarmente favorevole: ecco finalmente l’antropio, così battezzato dal suo scopritore, entusiasta per il concretizzarsi delle intuizioni che in quegli anni lo avevano guidato nella ricerca. Non era che il primo uomo venuto alla luce, liberato dalla coltre letale dei licheni adorna di muschi fiorenti: sembrava non dovesse mai interrompersi la lunga serie di figure antropomorfe Rupe Magna. Gruppo di oranti.ritrovate successivamente sulle rocce circostanti, soprattutto dopo che la ricerca proseguì sulla rupe vicina ai due castelli, all’epoca quasi interamente ricoperta anch’essa da muschi e licheni. Denominata "Magna" date le sue eccezionali dimensioni, mano a mano che veniva ripulita iniziò a rivelare sulla superficie a dorso di balena centinaia di figure, tra cui la scena più famosa dell’arte rupestre grosina costituita dal gruppo dei sei "oranti saltici", così chiamati da quando un appellativo tanto calzante fu adottato dal Pace.
Egli si dedicò a questo punto soprattutto allo studio e alla pubblicazione Gli "oranti saltici": particolare.del materiale raccolto; tentò di collocare cronologicamente le figure rinvenute ed evidenziò le somiglianze tra l’area valtellinese e la vicina Valcamonica.
Finalmente nel 1978 si concretizzò un progetto per la realizzazione del quale il Pace nella sua lungimiranza si era adoperato per anni: l’istituzione del Parco delle Incisioni Rupestri e del Consorzio che lo gestisce, allo scopo di tutelare l’ambiente e favorirne la conoscenza anche fuori della provincia. Con la sua tenacia infatti coinvolse gli Enti locali e la Soprintendenza Archeologica, nonché la Marchesa Margherita Visconti Venosta, che cedette generosamente al comune di Grosio le aree interessate dalle incisioni di sua proprietà.
La scoperta nel frattempo aveva avuto vasta risonanza nel mondo scientifico e numerosi studiosi si interessarono da quel momento allo studio dell’arte rupestre di Grosio; sicuramente nessuno ha però svolto un’opera paragonabile a quella del Pace, a cui nel gennaio del 1988 fu conferita, come espressione della stima e gratitudine del paese tutto, la cittadinanza onoraria.

Il Parco delle Incisioni
Il Parco

Sito precedente: ila Rupe Magna
Rupe Magna
Sito precedente: ila Rupe Magna
Giroldo
Grosio
Grosio

Pagina curata da Stefano Besseghini e Patrick Ghilotti
Foto C. Rodolfi e Parco Incisioni