Da Sondrio a Teglio

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Il versante retico, da Sondrio a Teglio, è ripido, disposto in due ripiani a balconata: il più elevato a livello delle soglie dei circhi glaciali e il più basso sospeso nel fondovalle.
L’esposizione al sole, la posizione salubre e dominante la media valle, hanno favorito l’insediamento umano fin dai tempi più antichi, come testimoniano i reperti petroglifici venuti alla luce nella zona. A Montagna in Valtellina, all’inizio del secolo, venne rinvenuta una pietra tombale con iscrizioni nord-etrusca, simile a quella rinvenuta a Tresivio nel 1871.
La zona di ritrovamento, Santa Maria di Montagna a circa 800 m s.l.m., presenta un indubbio interesse archeologico: nel 1986 venne rinvenuto un masso con coppelle e  altre tracce dell’antica presenza umana sono state segnalate.

Recenti indagini archeologiche  hanno individuato a Tresivio, sul pendio meridionale della rupe del Calvario, quattro rocce, in parte danneggiate da interventi dell'uomo, che conservano incisioni di armi: una scoperta straordinaria in quanto il sito rappresenta il più ricco insieme rupestre di armi dell'età del Bronzo (Sansoni). Procedendo sul versante retico, troviamo paesi ricchi di storia. A Castionetto, sulle ultime pendici occidentali del complesso collinare di Teglio dominante la media valle e di fronte al passo dell’Aprica che mette in comunicazione la Valtellina con la Valcamonica, vennero rinvenuti due massi istoriati, inseriti nel muretto di sostegno di una vigna. Si tratta di due stele dell’età del Rame, periodo al quale risale anche il motivo a cinturone individuato in un masso inserito nella cinta muraria di casa Balgera a Chiuro.

Sondrio e la Valmalenco
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Pagina curata da Edy Gaburri, Veronica Ramponi e Sonia Venturini