Mappa delle pagine introduttive La preistoria nelle valli dell'Adda e del Mera
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I principali caratteri geografici del territorio
Lo studio della vita dell'uomo nelle valli dell'Adda e della Mera, nel corso dei secoli, deve tenere conto innanzitutto delle fisionomie dell'ambiente e del territorio di quest'area, caratterizzate da un paesaggio nettamente alpino.
La Valtellina, la Valchiavenna (in cui si innestano anche le convalli grigionitaliane di Poschiavo e Bregaglia) si congiungono alla sommità del lago di Como, dove confluiscono sia l'Adda (dopo 125 kilometri dalla sorgente), sia la Mera (in cui si gettano le acque del Liro, dopo un corso di circa 57 kilometri). Le valli principali si presentano con un inconfondibile profilo ad U derivato dall'opera di esarazione compiuta dai grandi ghiacciai a partire dal quaternario e fino all'era  wurmiana (15.000 anni fa circa ).

camugue.jpg (23511 byte)I principali rinvenimenti archeologici
Se il periodo neolitico è alquanto avaro di reperti e di informazioni, ben diversa è la situazione per il periodo successivo, l'età del rame (2.800-2.000 a.C.): a quest'epoca sono infatti riconducibili le principali scoperte di arte preistorica nel nostro territorio. Si tratta delle stele, composizioni monumentali realizzate su massi incisi e lavorati,  ritrovate soprattutto nella zona di Teglio; a Caven è stata ipotizzata la presenza di un vero e proprio luogo di culto con strutture architettoniche; una stele   venuta alla luce nei pressi di Tirano, presenta caratteristiche più vicine, per stile, ai manufatti simili ritrovati in Alto Adige. Proprio le incisioni di questi monumenti del calcolitico ci documentano alcune delle innovazioni tecnologiche di questo periodo, probabilmente collegate alle migrazioni di popolazioni dell'est: la ruota, il carro (raffigurato a Caven), la lavorazione del rame, l'interesse per i metalli, l'affermarsi della pastorizia.
Nell'età del bronzo(2.000-1.000) aumentano le rappresentazioni di carri, aratri, utensili, gruppi di animali, scene di guerra, ancora insieme  a tracce dell' antica simbologia indoeuropea.
Purtroppo la quasi totalità dei rinvenimenti archeologici sul nostro territorio sono dovuti alla casualità e non a scavi sistematici. Molti reperti sono così andati dispersi. Nel  1847, durante i lavori per la rettificazione del fiume Adda,   vennero alla luce, per esempio, numerose sepolture composte in tombe cinte da muri a secco,  nel Pian di Spagna, insieme a vasi  in terracotta e in pietra ollare, oggetti di vetro e metallici. Parte dei ritrovamenti finirono a Como e non si poterono più identificare, di altri non si seppe più nulla. In altre occasioni si trovarono, nei pressi delle pendici meridionali e orientali del colle di Fuentes e nella torbiera sottostante, manufatti litici e due spade dell'antica e media età del bronzo. Un recente scavo nei pressi del Pian di Spagna in località Careciasca di Dubino, sulle prime pendici della montagna, ha messo in luce un abitato della fine dell'età del bronzo, confermando che la fase palafitticola sembra concludersi proprio allora.
Grazie a questi scavi e alla tipologia di altri reperti ritrovati nella media ed alta Valtellina ed in Valchiavenna - tra cui due pugnali in bronzo a Piattamala, una spada a Fumarogo in Valdisotto e due coltelli in Pratogiano a Chiavenna e al lago di Montespluga - è stata avanzata l'ipotesi c he fosse iniziata una differenziazione culturale fra la Valchiavenna e la Valtellina. Da questo momento forse lo sviluppo delle due valli prende vie diverse: la prima mantiene un legame con le popolazioni comasche e con l'area padana; la seconda presenta caratteristiche simili a quelle delle comunità centro alpine e retiche, a cui pare essere culturalmente legata.
camuinc.jpg (24998 byte)L'età del ferro (dal 1000 a.C. all'occupazione romana) è documentata dal moltiplicarsi di rinvenimenti archeologici, sempre per lo più occasionali. Il periodo detto di Hallstatt (1000-500 a.C.) vede  fiorire a nord - est,  nella regione di Salisburgo,  una popolazione che si sviluppa grazie allo sfruttamento delle miniere di salgemma e alla conseguente commercializzazione di questo prodotto.
A sud preme, invece, la civiltà etrusca, insieme alle popolazioni di origine non indoeuropea come quelle dei liguri e dei veneti.
L'ipotesi che diverse influenze culturali su Valtellina e Valchiavenna si siano rafforzate nel corso dell'età del ferro, pare confermata dalle differenze riscontrate nei riti connessi alla sepoltura in due ritrovamenti casuali, entrambi attribuibili al V secolo a.C.: il primo a Teglio (1963) dove appaiono evidenti  le tracce di una sepoltura ad inumazione; il secondo a Mese (1950-54) dove, nel corso di lavori connessi all'ampliamento della centrale idroelettrica, venne scoperta, e purtroppo distrutta, una necropoli con urne cinerarie.

Sommario delle pagine generali:

La Valtellina dopo l'ultima glaciazione

I Camuni

Periodi dell'arte camuna

Le incisioni

Aree geografiche oggetto della ricerca

Valchiavenna
Area di Morbegno
Berbenno-Castione
Sondrio e Valmalenco
Da Sondrio a Teglio
Teglio
Area di Tirano
Grosio
Alta Valtellina


I Camuni
I Camuni

Pagina curata da Francesco Folini e Oscar Redaelli
Disegni Andrea Giannone e tratti da:
Coop. Arch. Le Orme dell'Uomo, La figura sulla roccia ©