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Ante a tempera- Museo Visconti Venosta
GROSIO - 1597


le ante chiuseLe due ante dipinte a tempera dal Valorsa provengono, a detta del Bassi (1927-1928), dalla chiesa di S.Abbondio di Semogo. Di ognuna delle due tavole (cm. 200 x 65 l'una) sono state decorate a tempera entrambe le facce. Chiuse, le ante presentano, all'interno di una cornice verde con motivi floreali stilizzati color oro, sei riquadri: in alto, affiancati, S.Paolo e S.Pietro, sotto gli evangelisti: S.Matteo vicino a S.Giovanni, S.Luca vicino a S.Marco. Accomunano i personaggi le aureole dorate a forma di disco circondato da perline, i brillanti rossi, verdi, arancioni degli abiti e gli sfondi a lapislazzulo su cui ciascuno di essi si staglia; tutti inoltre sono raffigurati a mezzo busto e identificabili attraverso i nomi effigiati sotto ogni riquadro e per la presenza dei simboli iconografici tradizionali: spada e libro (S.Paolo), chiavi (S.Pietro), angelo (S.Matteo), aquila (S.Giovanni), bue (S.Luca), leone (S.Marco). Ogni evangelista tiene un volume che sta leggendo o su cui sta per scrivere. Aperte, le ante presentano altrettanti un'anta aperta (faccia interna)riquadri inseriti in una cornice questa volta istoriata con decori geometrici bianchi su fondo marrone. Anche qui sfondi blu e dorature sia sulle aureole sia attorno a ogni riquadro; l'effetto d'insieme per˛ Ŕ diverso perchÚ tutti i colori sono meno vividi, pi¨ sbiaditi, slavati, a tratti scrostati a causa dello stato di conservazione meno buono rispetto a quello delle facce esterne. In alto Cristo con la croce in spalla e la corona di spine Ŕ affiancato dall'ecce homo con veste bianca insanguinata e ramoscello in mano; S.Antonio abate Ŕ vicino a S.Abbondio, S.Gerolamo a S.Giovanni Battista. Come nei riquadri esterni i personaggi sono rappresentati a mezzo busto e identificati non solo dai nomi ma anche dai simboli che li accompagnano: bastone a tau, campanello e fuoco (S.Antonio), mitra e guanti rossi (S.Abbondio), pietra con cui si percuote il petto e grande cappello rosso rotondo (S.Gerolamo), abito da eremita e croce con cartiglio (S.Giovanni Battista).
un'anta aperta (faccia interna)L'opera Ŕ datata, come Ŕ scritto sul bordo superiore esterno, "Die 19 marti 1597" e non 1527, come si pensava negli anni venti del Novecento quando un graffio sotto in 9 aveva fatto leggere questo numero come fosse 2; di conseguenza la critica pi¨ recente ne assegna indiscutibilmente la paternitÓ al Valorsa. Si tratta dunque di un'opera tarda, che secondo la dott.ssa D'Adda presenta analogie con la produzione coeva del Valorsa; per esempio queste figure, nonostante siano a mezzo busto, ricordano la saldezza e la monumentalitÓ degli apostoli di S.Bartolomeo di CastelÓz. Si tratta di personaggi rappresentati con notevole realismo, soprattutto S.Gerolamo, S.Antonio, S.Pietro, S.Matteo in una posizione un po' insolita col capo appoggiato alla mano. Per concludere, si ha veramente l'impressione di trovarsi di fronte a persone reali, i cui corpi occupano uno spazio fisico ben definito. Analogie si riscontrano anche con la predella conservata nel Museo di Arte e Storia Valtellinese di Sondrio ascrivibile a sua volta al Valorsa: alcuni personaggi sono infatti rappresentati quasi nella medesima posizione, con atteggiamenti e caratteristiche anatomiche molto simili, soprattutto S.Luca col bue, il giovanissimo S.Giovanni evangelista, oppure ancora l'anziano S.Gerolamo che si percuote il petto con la pietra, il Battista che indica con l'indice della mano destra il cartiglio arrotolato sulla croce.
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