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Chiesa di S.Siro: l'interno


cappella di S.Pietro MartireIl ciclo affrescato nel 1558 su commissione della confraternita dei Disciplini si trova nella prima cappella di destra, dedicata a San Pietro Martire.
Di grande impatto, raffigura al centro, tra le scene della passione, Cristo nell'atto di portare la croce con ai lati S.Pietro Martire e S.Rocco caratterizzati dai simboli iconografici tradizionali; sopra un tondo con la delicata immagine della Madonna col Bambino, sormontato dagli angioletti coi simboli della Passione; sotto la folla dei confratelli rappresentati con l'abito bianco da cerimonia contrassegnato dalla piccola croce rossa. E' ben visibile almeno uno degli strumenti da cui prendono il nome: disciplina era la frusta con cui erano soliti autoflagellarsi in particolari momenti dell'anno liturgico, a imitazione della flagellazione di Cristo, in penitenza per i peccati propri e altrui e a suffragio dei morti. Proprio in quest'occasione i confratelli solevano calarsi davanti al copricapo un panno con due fessure per gli occhi, in modo da impedire il riconoscimento della persona e proprio così alcuni vengono raffigurati qui dal Valorsa. Di lato e sulla parete di destra le scene della passione di Gesù, purtroppo assai deteriorate dall'umidità: la presentazione alla folla con Pilato, la coronazione di spine e presentazione alla folla la flagellazione alla colonna. Nonostante il degrado, risulta intensamente drammatica soprattutto la presentazione alla folla di un Cristo sofferente e umiliato, con gli occhi bassi, avvolto nel manto di un rosso vibrante, affiancato da due personaggi di cui sono visibili i volti molto ben realizzati e individualizzati. Sui pilastri sono effigiati i Santi Stefano e Bartolomeo e nei medaglioni del sottarco Santi e Profeti con il nome nel cartiglio tra geometriche cornici.
flagellazione alla colonnaSegue la cappella di Sant'Orsola, più volte citata nei documenti, già sotto il patronato della famiglia Besta, dedicata in seguito ai santi Martiri. Il restauro ha riportato alla luce gli affreschi, già ricordati dal vescovo Archinti- Paries optime depictus- commissionati, come rivela la scritta, al "pittore di Grosio" Cipriano Valorsa, da Gerolamo Besta, dopo il suo definitivo trasferimento a Bianzone nel 1568. Oltre allo stemma della famiglia, ben in mostra sul frontespizio della cappella, sulle superfici dei pilastri è affrescata una serie di santi vescovi, S.Bernardo, l'Arcangelo Michele e nel sottarco, nei consueti tondi, i busti di varie sante tra cui Agnese, Apollonia, Maddalena, Marta.
Un dittico, proveniente dalla chiesa della Bratta, è conservato appeso a una parete nell'attiguo oratorio di S.Pietro martire. In legno intagliato, dorato e dipinto, rappresenta i SS.Agostino e Bernardo.
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Pagina curata da Debora Besseghini