homePortico dei Disciplini – CHIURO


ingresso al porticoSituato alla sinistra della Chiesa Parrocchiale dei Santi Andrea e Giacomo a Chiuro, il portico costituisce l'antico cimitero dei Disciplini, le cui tombe sono custodite nei sotterranei. Sopra l'arco di ingresso è dipinta un'Annunciazione che vede in primo piano l'angelo e Maria rispettivamente a sinistra e a destra e sullo sfondo una cinta con merli ghibellini simile alla raffigurazione di Somtiolo. Affreschi della volta
La volta a crociera è divisa in due campate affrescate. Nella prima campata, sulla volta, dentro gli spicchi delimitati da un fregio, i quattro Evangelisti coi relativi simboli danno origine a una composizione molto simile a quella per esempio della chiesa di S.Stefano di Mazzo: il fregio, le nuvole su cui poggiano i personaggi, i loro simboli, i grossi volumi che tengono tra le mani, l'atteggiamento ispirato e riflessivo con cui si accingono a scrivere. Nella seconda campata, sempre sulla volta, quattro coppie di angioletti (una in ciascuno spicchio) su sfondo azzurro camminano su nuvole vaporose e mostrano i simboli della passione: la
resurrezione del figlio della vedova di Naim, particolarecroce con lancia e spugna, la veste bianca, la colomba e i flagelli, la scala (come in altre composizioni valorsiane: S.Bartolomeo di Valdisotto, Vione). Sotto il primo dei due archi quattro santi e profeti; sotto il secondo le sante Caterina, Barbara, Lucia e Apollonia.
Affreschi delle pareti
Sulla parete di sinistra a forma di lunotto (cm 300 x 300 circa) è raffigurata la resurrezione del figlio della vedova di Naim. A sinistra Cristo e gli Apostoli al riparo di un'architettura ad arco che dà l'idea di profondità; al centro e a destra la fila di uomini e di donne sotto i cui occhi si svolge la sepoltura. Sullo sfondo un paesaggio spoglio, con alberi stecchiti senza foglie, attraversato da un fiume con alte cime rocciose e nubi a cirri. Qui l'idea della lontananza e della profondità viene dall'uso di colori tenui e sfumati contrapposti a quelli più accesi e intensi del primo piano. L'affresco è tutto perduto nella parte inferiore per cui le figure risultano dimezzate. Di bella fattura, intense,
S.Marta e gli incappucciati individualizzate e rappresentate con attenzione per i particolari alcune figure barbute dipinte sulla destra della scena. Sulla parete di fondo (cm 250 x 300 circa) una S. Marta imponente e ieratica è al centro della scena con le braccia aperte per accogliere sotto il proprio manto una folla di confratelli in vesti bianche, i Disciplini incappucciati, che in lei trovano riparo e difesa da un drago che mostra la lingua di fuoco. Le dimensioni della figura che svetta al di sopra di tutte le altre, l'espressione imperturbabile del volto e la posizione in cui è ritratta (come fosse una grande cupola) danno un'impressione di monumentalità e saldezza incrollabile. A sinistra, fuori dalla cornice, una figura di santa con la palma del martirio. Sulla cornice superiore è inserito un cartiglio che reca la scritta "Venerabilis schola disciplinorum clurii et d pbr Mafeus de Tamo hoc opus fecerunt 4 mensis octobris 1563". Nella lunetta sopra il cartiglio una Pietà con busto del Cristo sorretto da due angeli alati.
Nella seconda campata, la parete nella quale si apre il portale di accesso alla casa parrocchiale presenta nel lunotto un
la deposizione piccolo affresco con la sepoltura di un Cristo simile a quello della chiesa di Somtiolo, ben rappresentato dal punto di vista anatomico, deposto in un sepolcro bianco dalla Vergine e da tre personaggi. Si tratta di una scena intensamente drammatica, forse per il contrasto che si viene a creare tra la serenità riportata sul volto del Cristo dalla morte e lo sconforto, il dolore la sofferenza che purtroppo oggi si possono solo intravedere nei gesti e nelle espressioni dei diversi personaggi, visto lo stato di grave deterioramento dell'affresco. Agli estremi due angioletti con ceri e sotto due medaglioni con i probabili ritratti del rettore dei Disciplini e del prevosto dell'epoca, Gaspare Quadrio.
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Pagina curata da Pini Daniela