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Casa natale – GROSIO


casa Valorsa disegnata dagli alunni della s.elementare"Niuna cosa mi ha tanto allietato, quanto il vedere l’umile casa in cui nacque, visse, lavorò, ebbe figli e discendenti, e probabilmente morì il nostro Raffaello. Giace questa sita in luogo al quanto solitario nei pressi di Grosio, ai piedi dello Storile, là sotto una rupe di pegmatite, dove principia la strada che mena a Ravoledo ed alla Val Grosina. Al primo incontro presenta nulla di straordinario, è poco ampia, ha poche finestre, i suoi muri sono neri al basso e più chiari nella parte superiore dove subirono un rialzamento. Quando avrai passato l’angolo a sinistra, mira l’immagine dipinta sopra la porta, se vuoi gustare per gli occhi quella dolcezza del cuore che intender non la può chi non la prova". Queste le parole con cui N.Zaccaria, colto parroco della Sondalo ottocentesca, descrive la presunta casa natale del pittore rappresenta un tipico esempio delle numerose strutture rurali presenti nel paese in corrispondenza dei nuclei abitativi più antichi. Prevalentemente in pietra, a pianta rettangolaremedaglione presente sull'edificio o quadrata, sono edifici disposti gli uni accanto agli altri e prospicienti così da generare viuzze interne. Abitati un tempo da famiglie patriarcali numerose, sono ora in gran parte disabitati. L’ingresso ad arco, solitamente ampio, incorniciato di pietra, immette in androni acciottolati che conducono nella "corte" interna, che fungeva da deposito in comune degli attrezzi e luogo dove svolgere i lavori quotidiani. Le dimore presentano sia spazi abitativi sia rurali. Le stalle e le cantine erano seminterrate; i fienili erano a piano terra per svolgere i lavori di fienagione con minor fatica, mentre per essiccare meglio il "quartol" si utilizzava anche il sottotetto aperto, raggiungibile attraverso una scala esterna.
Le abitazioni erano ai piani superiori, avevano pochi locali, aperture piccole e talune avevano il balcone "a tavolato" con la ringhiera completamente chiusa da tavole di legno.
All'altezza del primo piano, dentro una finestra cieca con cornice dipinta a decorazione di perline, l'affresco della facciata (1566).

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