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S.Giorgio: gli affreschi – GROSIO


la deposizione
autoritratto del ValorsaA destra dell'ingresso, l'affresco della controfacciata (cm 230 x 210) del Valorsa rappresenta la deposizione di Cristo dalla croce. Si tratta di una composizione di cui č perduta una vasta zona di pittura nell'angolo sinistro inferiore e che risulta pesantemente ridipinta a destra, dove si troverebbe, secondo la tradizione locale, l'autoritratto dell'artista nel personaggio in piedi a destra della croce. Cristo morto, raffigurato con realismo dal punto di vista anatomico, viene staccato dalla croce da Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea in piedi sopra due scale. Ai lati sono rappresentati con vigoroso realismo i due ladroni crocifissi, di cui č ben delineata l'anatomia ed č evidenziata la sofferenza nella posizione dei corpi e nell'espressione dei volti; quello a sinistra di Gesł quasi urla la sua ribellione per quanto sta succedendo. Ai piedi della croce una folla di nobili abbigliati con sontuosa eleganza, soldati, popolane, tutti ritratti con attenzione per i particolari e un certo gusto mondano.
La dott.ssa Coppa propone per quest'opera una
un ladro crocifisso con Gesł cronologia pił avanzata rispettun ladro al fianco di Cristoo alle altre del Valorsa conservate a Grosio; infatti sottolinea somiglianze riscontrabili con alcune figure degli affreschi di S.Bartolomeo di Casteląz: S.Antonio abate, S.Gerolamo, S.Agostino e S.Giacomo sono comparabili con la figura dell'anziano Giuseppe d'Arimatea che sostiene il corpo di Cristo calandolo dalla croce: i lineamenti e la fluente barba candida e ovattata, ripartita in due bande, che denunciano qualche ascendenza luinesca, presentano una pennellata larga e una gamma cromatica pastellata caratteristiche della tarda produzione del nostro.
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Pagina curata da Debora Besseghini