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S.Stefano: gli affreschi


S.LucaS.MarcoLa sacrestia della chiesa arcipretale di Santo Stefano è un vasto locale a pianta rettangolare con la volta divisa da fregi in quattro vele, sulle quali C. Valorsa dipinse gli Evangelisti raffigurati in atteggiamenti molto simili, caratteristici di tutta la produzione del nostro: seduti su soffici nuvole, tengono tra le mani un grosso volume aperto che poggia sulle ginocchia. Ispirati, come sembra voler indicare l'intensa luce che si sprigiona alle loro spalle, si accingono a scrivere o leggere, affiancati dai rispettivi simboli: il toro (S.Luca), il leone (S.Marco), l'Angelo (S.Matteo), l'aquila (S.Giovanni). La fiamma luminosa color oro, che costituisce lo sfondo da cui ciascuna figura emerge, ripropone la figura approssimativamente triangolare di ogni vela. S.Rocco cura gli appestati Il suo colore, vivido e caldo, è in netto contrasto col cielo blu dello sfondo. Curati alcuni dettagli (per esempio i piedi nudi che poggiano sulle nuvole o le zampe degli animali) e ben caratterizzati i quattro personaggi, contrassegnati da espressioni molto diverse nonostante tutti siano presumibilmente intenti nella medesima attività di scrivere il proprio vangelo. Lo stesso pittore affrescò la lunetta della controfacciata con due mezze figure di S.Lorenzo e S.Stefano: entrambi con la palma della vittoria e col simbolo del proprio martirio (graticola e pietre), sono caratterizzati da un'espressione molto simile sul volto e ritratti nella medesima posizione; quasi fossero uno l'immagine speculare dell'altro, affiancano il riquadro col trasporto della S.Casa di Loreto. Sotto è rappresentato un lazzaretto che dà ricovero agli appestati visitati da S.Rocco. A destra il primo piano di un interno costruito in prospettiva, a sinistra un paesaggio che sfuma in lontananza. Dipinte con S.Rocco e l'Angelogrande maestria le due figure in primissimo piano: S.Rocco, inginocchiato, cura un malato seduto di fronte a lui in atteggiamento raccolto. Espressivi e molto intensi i due volti, curati anche i particolari, ad esempio i disegni geometrici sul pavimento o il cagnolino bianco collocato in evidenza, animale che spesso accompagna il santo ed è uno dei suoi simboli iconografici.
Il recente restauro ha consentito il recupero di un riquadro in basso a sinistra che rappresenta l'angelo e S.Rocco, malato e accompagnato ancora dal cagnolino bianco, immersi in un paesaggio sfumato.
S.Giovanni S.Matteo
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