homeS.Alessandro
Martire del III secolo


S.Alessandro nella chiesa di LoveroAi primi giorni d’autunno, l’esercito di Massimiano Cesare si trovava nelle valli svizzere, lo aspettava una insidiosa guerriglia contro i fieri montanari del paese. Le Alpi, tutt’intorno, erano già incappucciate di neve. I soldati della legione sognavano la calda sabbia della loro terra natale. Era infatti una legione di soldati egiziani, detta Legione Tebana. Ad Aguaiana, il primicerius Maurizio ordinò l’alt ai suoi legionari. Fece disporre il campo e, in attesa di ordini, Massimiano Cesare ordinò che si celebrasse un sacrificio propiziatorio agli dei. I soldati cristiani della Legione Tebana si rifiutarono di eseguire l’ordine sacrilego. Un sodato su ogni dieci della Legione Tebana cadde sotto il gladio. Ma i superstiti non si lasciarono intimorire. A Massimiano, mandarono a dire che la loro fedeltà agli insegnamenti del Signore era la più sicura garanzia della lealtà anche verso l’Imperatore. Seguì una seconda decimazione; poi una terza, finchè tutti i legionari della cristiana legione furono giustiziati, ad Agaunia, in quell’autunno della fine del III secolo. Anche Sant’Alessandro viene detto soldato della Legione Tebana, come molti altri santi venerati nell’Italia settentrionale. L’essere appartenuto alla legione dei Martiri, per un cristiano e un soldato appariva come il maggior titolo di nobiltà d’animo e di eroismo. Egli sarebbe stato uno di quei pochi legionari i quali, trovandosi momentaneamente distaccati in altre località, sfuggirono all’eccidio di Agaunia, per subire poi il martirio in altri luoghi dove fiorì la sua devozione. La leggenda lo fa morire a Bergamo, dopo essere sfuggito due volte al carcere e aver infranto gli idoli davanti al suo comandante e persecutore, Massimiano Cesare.

torna alla home dei santi