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Martire del IV secolo

Lo storico può dire soltanto che fu martire, prima dell’Imperatore Costantino, a Lydda, in Palestina e niente altro. Tutto il resto è leggenda, una leggenda che ha avuto straordinaria fortuna, non soltanto nella letteratura ma anche nell’arte. La leggenda S.Giorgio nella Cappella del Cimitero - Grosionarra infatti di un lago dal quale usciva un pestifero dragone che, avvicinandosi alle mura di una città, recava la morte a causa dell’aria corrotta. Per tenerlo lontano gli abitanti traevano a sorte giovani vittime, che davano in pasto al terribile avvelenatore, finché non fu la volta della figlia del Re, che invano il padre tentò di sottrarre al sacrificio. A questo punto intervenne l’eroe mitologico, diventato San Giorgio nella leggenda cristiana. Egli esortò la principessa a non temere, ingaggiò con il drago un furioso combattimento e riuscì ad abbatterlo, liberando la fanciulla dalla certa morte e il popolo della città dalla costante minaccia. Soltanto a questo punto la leggenda cristiana prende il sopravvento sul racconto mitologico, perché San Giorgio non uccise il dragone per amore della principessa, non liberò il popolo e diventò re, sposando la fanciulla salvata dalla morte. Chiese al popolo di credere in Cristo e di abbracciare il battesimo cristiano. La sua forza è dunque al servizio di Dio. In tempi di persecuzione, San Giorgio si fece animoso sostenitore dei cristiani condannati al martirio, molti dei quali vacillavano. Venne perciò condannato anch’egli, torturato a lungo e decapitato. 
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