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S. Antonio Abate

S.Antonio Abate in S.Abbondio - Vione (Mazzo)S.Antonio Abate in S.Bartolomeo - Valdisotto

Detto anche il Grande, nacque intorno al 250 a Coma (odierna Qemans) nel medio Egitto da agiata famiglia cristiana e ancora giovane, dopo aver distribuito le sue ricchezze ai poveri, iniziò a condurre vita eremitica, dedicandosi al lavoro, alla preghiera e alla lettura delle Sacre Scritture. La sua vita è un tessuto di S.Antonio sulle Ante nel Museo Veonosta - Grosio lotte col demonio, che lo tentava incessantemente ma a cui resisteva sottoponendosi a rigorose penitenze, e prodigi, che lo resero uno dei santi più venerati soprattutto dal popolo, che faceva ricorso a lui contro peste, morbi contagiosi, scorbuto, herpes zoster, comunemente detto fuoco di S.Antonio.
Suoi attributi, in ordine cronologico di apparizione iconografica, il bastone da eremita a forma di un tau, il porco, il campanello e la fiamma.

S.Antonio nella tela di S.Agostino - AgnedaS.Antonio in S.Bartolomeo de Castelàz (Valdisotto) L'origine del porco che accompagna il santo è da ricercare in un privilegio per cui l'ordine ospedaliero degli Antoniani allevava porci il cui lardo era usato come medicamento nella cura dell'erpes zoster. Il campanello, spesso attaccato al bastone del santo o appeso a un albero, vuole forse ricordare il suono dei campanelli che annunciavano l'arrivo dei questuanti dell'ordine antoniano. L'ultimo attributo, il fuoco, accenna al fuoco di S.Antonio, dal quale molti malati sarebbero stati guariti in occasione di un'epidemia che infestò la Francia quando le reliquie del santo furono traslate da Costantinopoli in Europa.
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