home
S.Caterina d'Alessandria


S.Caterina affrescata a VioneLa Santa Caterina più nota nella devozione è quella d’Alessandria d’Egitto, martire del IV secolo, la cui storia è involta nella leggenda. La scena è in Alessandria d’Egitto, dove l’Imperatore Massenzio, di passaggio, celebra uno splendido sacrificio agli Dei, facendo uccidere ben 130 tori. Egli ordina che, dietro al suo esempio tutti sacrifichino agli idoli: i ricchi un toro, i poveri un uccello. Ed ecco avanzarsi una bellissima principessa, Caterina, dinanzi alla quale tutti rimangono abbagliati. Lo stesso Imperatore rimane colpito d’ammirazione. Caterina lo rimprovera, dicendogli che egli adora dei falsi e che è disposta a sostenere la sua opinione dinanzi a qualsiasi sapiente. L’Imperatore allora fa chiamare 50 filosofi, i quali però sono confusi e ridotti al silenzio dalla portentosa fanciulla. Iratissimo Massenzio li manda a morte, ma Caterina parla loro della vita eterna, e li converte tutti nel momento dell’esecuzione. L’Imperatore, preso dalla bellezza e dall’intelligenza di quella principessa, le offre la corona imperiale. "Cane impudente - gli dice la fanciulla – non ti ho già detto di non voler sposare che il mio Dio?". Innamorato respinto e Imperatore offeso, Massenzio la fa chiudere in una prigione e la condanna a morire di fame. Ma Caterina è nutrita da un colombo. L’Imperatore la richiama a palazzo e, folle d’amore, le rinnova le sue proposte. Viene ancora respinto. Furente, accetta il consiglio del prefetto Cusarsate, di farla stritolare dentro una terribile S.Caterinamacchina, con ruote piene di punte. Ma i chiodi si spuntano contro la delicata carne della principessa, mentre il popolo grida: "Il Dio dei cristiani è vero". Sempre più accanito contro di lei, l’Imperatore la fa portare fuori dalla città e Caterina, accompagnata quasi in trionfo da tutto il popolo, recita una bellissima preghiera, in favore di tutti, uomini e donne; ricchi e poveri; sani e malati; animali e frutti, mentre le viene mozzata la bella testa, luminosa più del sole e più pulita della luna. Un vero successo letterario, che rese popolarissima, nel Medioevo, la figura di questa principessa, simbolo di pura gioventù, di chiara bellezza, d’intemerata grazia: una figura che ricevette specialmente l’omaggio dell’arte, nelle rappresentazioni numerosissime d’una fanciulla regale, coronata di rose, con la palma in mano ed al fianco la ruota rotta, con le punte spezzate.
torna alla home dei santi