home
S.Gerolamo


S.Gerolamo raffigurato nelle ante conservate nel museo di GrosioNato tra il 340 e il 350 a Stridone, tra la Dalmazia e la Pannonia, visse e viaggiò a lungo. Si recò a Roma a studiare i classici, poi in Gallia a Treviri alla corte dell'imperatore Valentiniano; fu di nuovo a Roma, quindi ad Aquileia sempre studiando e disputando. Attraverso la Grecia passò ad Alessandria, toccò Antiochia per seppellirsi poi nel deserto siriaco della Calcide dove si sprofondò nello studio prima dei classici, poi delle Scritture sacre, fra penitenze rigorose e frequenti malattie. Si recò successivamente a Roma, dove era stato chiamato per dirimere questioni teologiche, ma tornò di nuovo alla solitudine dello studio, questa volta in una grotta di Betlemme, dove tradusse la bibbia commentandone il senso e correggendone gli errori. S.Gerolamo in S.Bartolomeo - ValdisottoDal punto di vista iconografico è possibile suddividere le raffigurazioni di S.Gerolamo in alcuni grandi gruppi. Un primo si riferisce al periodo di penitenza trascorso nel deserto di Siria; è solitamente rappresentato anziano, vestito di stracci ed emaciato a causa delle penitenze e delle privazioni, spesso accanto a un leone a lui devoto perché lo avrebbe liberato da una spina nella zampa che lo tormentava. Altri attributi specifici sono la pietra con cui si percuoteva il petto e il teschio, invito alla meditazione e simbolo di penitenza. Un secondo gruppo di raffigurazioni ci propone invece il santo in vesti cardinalizie o intento a redigere le sue opere, circondato da libri, nella clausura di una cella o di un'aula con attributi quali il teschio, il leone o la colomba ispiratrice.

simbsimbol.jpg (14235 byte)

Pagina curata da Adriana Besio