homeS.Matteo Evangelista
Apostolo


S.Matteo nella chiesa di MazzoCome lui stesso racconta, era pubblicano, cioè esattore dei dazi e delle imposte, mestiere ritenuto non propriamente lecito e quindi duramente condannato perché esercitato generalmente da persone senza scrupoli. Alla chiamata di Gesù rispose senza esitazioni seguendolo e cambiando in Matteo (dono di Dio) il proprio nome. Pochi anni dopo la morte del Maestro ebbe l'ispirazione di narrare di lui; per la sua professione infatti era uno dei pochissimi che a quei tempi sapesse scrivere e usando l'aramaico, la lingua parlata allora dagli ebrei, scrisse il più antico, ampio e circostanziato dei quattro vangeli.
Raffigurato sempre come persona anziana e barbuta, dall'espressione grave, ha come emblema un nelle ante del museo Visconti Venosta - Grosioangelo che lo ispira o gli guida la mano mentre scrive il Vangelo. Talvolta ha accanto a sé una spada o un'alabarda, simboli del suo martirio. Secondo il dottore della Chiesa Girolamo (348-420 d. C.), l'evangelista Matteo viene simbolicamente raffigurato come un uomo alato perché il suo Vangelo inizia con l'incarnazione di Cristo.
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