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Chiesa di S.Abbondio: l'interno


Affreschi dell'abside curva e dell'intradosso dell'arco trionfale
l'abside affrescata dal ValorsaNel catino absidale, il cielo blu scuro trapuntato di stelle color oro fa da sfondo al Padre Eterno, illuminato posteriormente da una luce ardente circondata da una corona di soffici nuvole da cui sbucano, rimanendone in parte nascosti, parecchi angioletti. Sotto la trabeazione dipinta, i simboli della passione (arma Christi) sono affidati a otto angioletti, in piedi questa volta e perfettamente visibili, perché li tengano in evidenza.
Sulla parete in basso, i momenti più drammatici della passione: al centro la crocifissione con la Vergine, la Maddalena e S.Giovanni evangelista, riconoscibili anche nella scena a destra della deposizione, dove compaiono, come nella flagellazione alla colonna di sinistra, anche alcune figure barbute di anziani sontuosamente abbigliati.
la flagellazioneEspressivi e ben eseguiti, ricordano quelli della deposizione di S.Lucia a Somtiolo e dimostrano attenzione anche nei confronti dei dettagli, sia anatomici sia del vestiario (mani, volti, barbe, pennacchi, copricapi, bottoni, pizzi), che il pittore rappresenta con estrema accuratezza e precisione. Colori vividi, intensi, caldi e luminosi come il rosso, l'arancio, il giallo-oro vengono contrapposti con molta efficacia e gradevolezza al violetto, al blu, all'azzurro, al verde. Si vengono così a creare, all'interno di ciascuna delle tre scene, zone in cui prevalgono nettamente i colori caldi (S.Giovanni, l'anziano a sinistra nella deposizione, il flagellatore) che si contrappongono ad altre in cui dominano invece quelli freddi e più spenti (Maria, la Maddalena, un anziano nella flagellazione). Ecco allora che il bianco, presente in egual misura ovunque, diventa l'elemento che conferisce unità e armonia all'insieme.
Sull'intradosso dell'arco trionfale sono dipinti busti di santi e sante martiri: Antonio Abate, Rocco, Abbondio, Marta, Margherita, il catino absidaleCaterina, Elisabetta, Giovanni Battista, Sebastiano.
Alle estremità dell'abside, uno di fronte all'altro, S.Stefano e S.Abbondio.
L'intero ciclo, come ha messo bene in luce il restauro avvenuto in tempi molto recenti (2000/2001), può dunque a buon diritto essere definito uno dei più importanti della prolungata e prolifica attività artistica del Valorsa per fluidità d'esecuzione, efficacia narrativa della composizione, vivacità cromatica.
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Pagina curata da Pinuccia Mosconi e Claudia Franzini