anzi.jpg (37392 byte) Nei decenni a cavallo fra Ottocento e Novecento, due botanici locali, entrambi nativi di Bormio. si fecero valere, dando un notevole contributo al progresso delle conoscenze botaniche della regione valtellinese. Martino Anzi (1812-1883), sacerdote, è ricordato soprattutto per i suoi studi accurati sulle Crittogame, per i quali arrivò ad acquisire fama mondiale. I suoi numerosi lavori pubblicati in seguito alle raccolte effettuate in Valtellina e nel comasco, sui licheni in particolare, ma anche sulle briofite. sui funghi e sulle alghe, lo resero uno dei massimi esperti dell'epoca riguardo queste entità, alla cui conoscenza e classificazione diede un notevole contributo. Prima di Anzi lo studio delle crittogame in Valtellina e Valchiavenna aveva avuto pochi seguaci: se il Massara e il Comolli ne avevano fatto cenno nelle loro opere, con una classificazione però piuttosto superficiale, fu forse il solo botanico comasco Santo Garovaglio (1805-1882) ad iniziare ad occuparsi n modo sistematico dei licheni e delle briofite di questi territori. elencali in alcune sue pubblicazioni edite tra il 1830 e il 1850. Anzi diede il suo valente contributo anche alla conoscenza della flora vascolare con un lavoro non molto corposo, ma ricco di informazioni nuove, stampato nel 1878 e intitolalo "Auctarium ad Floram Novo-Comense editam a Josepho Comolii", in cui aggiunge segnalazioni di nuove specie, rettifica e corregge vecchie indicazioni e muove qualche appunto critico sui testi di Comolli e Massara, quest'ultimo accusato di scarsa accuratezza nella determinazione delle specie- Le numerose ricerche svolte in Valtellina lo persuasero che questo territorio aveva moltissimo da offrire in termini di ricchezza floristica. Esso "nutre tale un 'abbondanza di specie da innamorare qualsivoglia botanico e rendergli grati e soavi i più faticosi viaggi , che vedrà ogni giorno premiati dalla scoperta d'importanti rarità, e bene spesso da qualche scientifica novità", come ebbe a scrivere sulla prima vera guida turistica della Valtellina edita dalla Sezione di Sondrio del C.A.I. nel 1885. Anzi rimane sicuramente una delle figure più eminenti della storia vaitellinese; così il Cermenati nel 1887, a pochi anni dalla sua morte. ne celebra la memoria: "La Valtellina riconosce in lui uno de' suoi più illustri valligiani e meritatamente gli conserva una gloriosa memoria, ricordandolo oziando siccome fervido apostolo dell'alpinismo in una regione che, tutta irta di cime, da questa nobile e patriottica istituzione deve attendere risultati di grande interesse".