Scuola Media "Francesco Sassi" - Via Gianoli, 16 -
23100 SONDRIO - e-mail
smsassi@tin.it
A.S. 1998 / 1999

Lavoratore della Pietra Ollare - la Storia

I Mestieri di Ieri e di Oggi

Classe II B a T. P.

insegnanti:
stanziale -
a.vicari

Carrellata sui mestieri artigiani in provincia di Sondrio

 
La Scuola Media Sassi

Il Progetto

Il Calzolaio

Il Falegname

Il Fabbro

Il tessitore di Pezzotti

Il lavoratore della Pietra ollare

Questi siamo noi

e-mail: smsassi@tin.it

.


I Mestieri di Ieri e di Oggi

IL LAVORATORE DELLA PIETRA OLLARE
.

La Storia

.



La pietra ollare è una varietà di serpentino con una percentuale di talco.
Questa era conosciuta già durante l'impero romano col nome generico di “Lapis comensis” (pietra ollare). Essa veniva estratta e lavorata a Piuro, in Valchiavenna dove vantava una tradizione millenaria. Purtroppo l'attività estrattiva cessò definitivamente nel 1866.

“Ollare” deriva dal latino “olla” non usata dai romani per i contenitori di oli, dal quale discende poi il nome dato a tutto il pentolame solitamente composto di terracotta o di pietre di facile lavorazione, resistente al calore; per questa qualità fù una delle prime pietre ad essere lavorata dall'uomo.
I cavatori estraevano un sasso a forma di tronco di cono, detto “ciapun” dalla roccia, stando in posizioni molto scomode; essi usavano una specie di piccone a doppia punta detto “ascic” e dopo una giornata di lavoro, riuscivano ad isolare completamente il blocco dalla roccia; infine il “ciapun” veniva staccato lungo la venatura con cunei e mazza. Questo veniva poi trasportato all'esterno caricandolo sulla schiena o sulle slitte dette “tirun” successivamente si accatastava con le scorte necessarie utili a fornire costantemente i torni nel periodo in cui l'acqua era sufficiente per farli funzionare.

Col passare del tempo la produzione andò via via sviluppandosi fino ad ottenere una vasta gamma di oggetti attualmente usati nell'arredamento.
Per renderli più belli, alcuni tornitori cominciarono a lucidarli con cere di candele e ad arricchirli con decorazione, che venivano incise o ottenute in rilievo sul tornio, asportando la parte lucida.
Più tardi fu introdotto l'uso di una vernice a cui si aggiungeva un poco di anilina (colorante) di colore verde malachite, che aiutava a dare all'oggetto una tonalità verde - scuro oltremare, che si intonava al colore della pietra.
La prima persona che si dedicò a queste decorazioni artistiche con uso di incisioni a bassorilievo fu lo scultore Antonio Corrado negli anni 1929/30.


La pietra ollare si descrive

Mi chiamo pietra ollare, solitamente vengo utilizzata per costruire le olle (contenitori di oli), ma il mio nome scientifico è “pietra verde di Chiavenna”.
Mi potrete distinguere fra tante altre perché sono una pietra di grana fine, di colore grigio, tendente al verde e qualche volta, con delle piccole venature bianche e nere. Trattatemi con cura perché sono abbastanza delicata.
Adoro vivere in Valchiavenna e soprattutto a Piuro, dove si trovano tracce secolari della mia presenza. In questa località ho mosso i miei primi passi. Devo molto a questo borgo perché un tempo nobildonne e gentiluomini mi utilizzavano per abbellire i loro palazzi. Successivamente divenni famosa e ricercata in tutta Europa, soprattutto per i laveggi, destinati alla cottura dei cibi e alla loro conservazione. Tutto ciò è permesso grazie alle mie proprietà in quanto ho il potere di esaltare il gusto dei cibi e di neutralizzarne i veleni.
A partire dal 400, la mia importanza divenne non più locale, ma addirittura internazionale. Giravo il mondo sostando in nobili corti europee ma sono sempre stata molto legata alle mie origini, a quelle di Piuro, ai primi artigiani che hanno saputo estrarmi ed elaborarmi per trasformarmi in oggetti - ambienti.
Dal 1860 sono stata dimenticata e quasi interamente sostituita dalle pentole in metallo. Forse adesso non sono ricercata come allora ma vengo ancora lavorata tradizionalmente da alcuni artigiani.

-

 

.

responsabili scheda:

Cristini Simona, Tosciri Giovanni, Nera Alessia, Paganoni Michela, Pozzoni Francesca

Classe IIB - Scuola Media Sassi - SO - A.S. 1998/99