"Canestra di frutta" Caravaggio 1596

Chissà quante volte abbiamo pensato
a come vivevano i
miti e gli eroi di
un tempo!

Come si vestivano, quali erano le loro abitudini di vita e soprattutto cosa mangiavano
.

NEOLITICO

Nel Neolitico i nostri antenati scoprirono l’agricoltura e l’allevamento. Così si procurarono come cibo i cereali e le carni degli animali allevati. In seguito, poi, alla scoperta del fuoco, ebbero la possibilità di mangiare anche cibi cotti.

Lo sapevate che...
L’alimentazione nel Neolitico è caratterizzata da un vasto utilizzo di cereali e legumi. La scelta di coltivare i cereali sembra essere stata una vera e propria innovazione del Neolitico, che cambiò il regime alimentare degli uomini primitivi, basato prevalentemente sulla caccia, sulla pesca e sulla raccolta dei frutti spontanei e dei legumi selvatici.
La presenza di semi di legumi, associati ai cereali, fa capire che le  prime comunità agricole potevano disporre di lenticchie, piselli, fave per integrare l'alimentazione. Durante tutto il Neolitico proseguì la raccolta dei frutti spontanei quali ghiande, nocciole, fichi, mele, prugne, ciliege, more, lamponi e castagne, che ebbero un ruolo non secondario nel completamento della dieta. A questa specie si deve aggiungere la vite: non ci sono dubbi sulla presenza della vite selvatica in Italia ed è verosimile ipotizzare un interesse alimentare precoce delle popolazioni neolitiche nei confronti dell’uva. Anche l’olivo selvatico era presente e conosciuto, ma sembra proprio che i suoi frutti, amari e sgradevoli, non ebbero alcun valore alimentare per tutto il Neolitico.

Scena di caccia risalente
al Neolitico

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BABILONESI

In Mesopotamia avreste mangiato del cibo lesso. I Babilonesi bollivano tutto insieme in uno stufato di carne con cipolla, porri, aglio, sangue d'animali, formaggio fresco ed alcune piante aromatiche. Privilegiavano come condimento olio di sesamo o di oliva e come dolcificanti il miele o lo zucchero della frutta.
Lo sapevate che...
Nell'antica Babilonia i sacerdoti predicevano il futuro esaminando il fegato di un animale sacrificato perchè il fegato era consicerdto il centro fisico e spirituale del corpo
.

Modellino di fegato di bronzo che risale al XVIII secolo a.C.
È una sorta di mappa utilizzata
dagli aruspici per predigere
il futuro.

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EGIZI

Gli Egizi non si cibavano di molta carne: solo i nobili e i faraoni mangiavano anatre, manzo, oche, gazzelle, maiali, pecore e capre, spesso cucinate arrosto.
Il Nilo permetteva di pescare in abbondanza: i faraoni, ma anche i contadini mangiavano tanto pesce, sotto sale, affumicato e essiccato al sole.

Nei pasti degli Egizi era presente molto pane, fatto di farina, di frumento o d'orzo. Pane e…No, non pane e prosciutto! Pane e birra.
Noooh, non pensate che gli antichi Egizi fossero sempre ubriachi!!! La birra era il prodotto caratteristico della loro tradizione, ma era cara, e non se ne poteva bere tanta.
Gli Egizi inoltre non bevevano molto vino d’uva, ma vino di dattero.

La pianura alluvionale era adatta alle coltivazioni di cipolle, aglio, fagioli, lattuga, lenticchie, porri, zucche, cetrioli, ma anche meloni, datteri e fichi. La cucina degli Egizi era infatti ricca di ortaggi e frutta. Come dolce mangiavano la focaccia dolce, con frutta e miele.

Lo sapevate che...
Grande protagonista era il pane, presente ovunque e in tante forme: circolare, triangolare, conico, a ciambella; per i bambini, esistevano anche pani a forma di animali e di figure umane. Spesso il pane nascondeva una sorpresa sgradita, la sabbia, che in Egitto è ovunque: una vera manna per i dentisti!
Sappiamo per certo che gli egizi mangiavano principalmente aglio, cipolla, porri, fagioli, ceci e tanta lattuga, fichi e datteri, il tutto annaffiato con abbondante birra, di gran lunga preferita all'acqua!

Anche la bellissima regina Cleopatra beveva volentieri la sà, birra ad alta concentrazione, riservata ai Faraoni.

Uomini intenti nella
cottura del pane

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EBREI

Per il popolo della Palestina il pane era alla base dell’alimentazione. Oltre al pane lievitato veniva preparato anche un pane senza lievito, detto pane azimo. Mangiavano carne di montone, di vitello, di bue; quella di maiale no perché era proibita. Non portavano molto spesso la carne in tavola, in compenso mangiavano legumi, frutta e formaggio. Bevevano vino e altre bevande ricavate dalla fermentazione dell’orzo, del miele e delle mele.
Lo sapevate che...
Nella cucina ebraica la carne deve provenire solo da certi tipi di animali: "Ogni quadrupede dallo zoccolo spaccato, dall'unghia divisa e che è ruminante, potete mangiarlo."(Lv 11,3).
Ciò vuol dire che sono escluse le carni di maiale, cavallo, cammello, coniglio.
Un ulteriore divieto riguarda il pesce poiché si afferma (Lv 11,9) che è lecito mangiare solo le specie con pinne e squame, escludendo, quindi, crostacei e molluschi.
Altra regola fondamentale:“non cuocerai un capretto nel latte di sua madre” (Dt 14,21- Es 23, 19 e 34,26). La carne e il latte non possono mai comparire sulla stessa tavola e nelle stesse stoviglie. Per questo nella cucina ebraica l’uso dei grassi è limitato all’olio e in parte al midollo.




 




Pollo Kasher

Kasher, termine con cui si individua la qualità che rende un prodotto alimentare idoneo al consumo: questo è il modo antico di cucinare, secondo antiche ma attuali norme di igiene e dietetica, seguendo le regole che ha dettato la Torah
(leggi e precetti ricevuti da Mosè sul Monte Sinai).


Macellai specializzati.

Lo shochet, il macellaio nominato dalle autorità rabbiniche deve uccidere l'animale secondo antiche regole rituali, in modo da non farlo soffrire e in modo che sia poi perfettamente dissanguato: solo così la carne sarà pura quindi Kasher.

 

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MICENEI

I micenei mangiavano soprattutto proteine. Infatti la loro alimentazione era caratterizzata da carni rosse, cacciagione e pesce. I loro piatti tipici erano: lo stufato di maiale, il passato vegetale, la minestra di verdura o legumi. Bevevano birra, idromele e vino aromatizzato.
Lo sapevate che...
L'idromele era la bevanda sacra per eccellenza, si usava per festeggiare le vittorie o nelle ricorrenze religiose.

VIENI AL RISTORANTE
"LA MICENEA"

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GRECI

I greci a pranzo mangiavano olive, pesce fritto, formaggio e pane di diversi tipi: pane d'orzo, pane senza lievito, il daraton e il phaios, il pane scuro ... Tra gli alimenti più diffusi in tutto il territorio greco c'erano pesci, molluschi crostacei perché allora erano più economici: sgombri, tonni, muggini, seppioline, totani, polipi, cozze, ostriche, aragoste e tutte le specie che offriva il mare.
Molto comuni erano la zuppa di lenticchie e la polenta di farina d'orzo o di farro impastata con acqua, o con vino, oppure con olio, o anche con miele, a seconda delle possibilità, accompagnata da verdure o legumi, olive, formaggi e fichi secchi.
I dolci non erano un alimento abituale, ma erano presenti soprattutto in occasione di feste religiose o familiari.
Tra i tanti, quella che ha la storia più curiosa, è la pyramìs, a base di frumento arrostito e sesamo legati con miele (un "croccante"), la cui forma conica ha suggerito il nome da dare alle tombe dei faraoni, per descrivere ai greci la loro buffa forma.
Lo sapevate che...
Il culto degli dei, nella religiosità greca, si basava sull’offerta di animali domestici, sacrificati sugli altari nelle aree sacre. L'animale veniva sgozzato con una scure, liberato dal sangue e quindi fatto a pezzi mediante l’uso di coltelli. Agli Dei erano riservati il fumo delle ossa calcinate e l’odore degli aromi che venivano bruciati per l’occasione; mentre agli uomini toccava quello che c’era di più vivo e prezioso nella vittima offerta: le parti carnose dell’animale. Fegato, polmoni, milza, reni e cuore, venivano consumate per prime e dovevano essere arrostite obbligatoriamente allo spiedo, mangiate sul posto, bollenti e senza sale. Il resto delle carni bollite poteva essere mangiato anche più tardi, in qualche locale vicino o nelle abitazioni private di coloro che avevano partecipato al sacrificio.
A proposito di locali i thermopolia erano i bar dell'epoca, dove i greci consumavano dell'ottimo vino e un'altra bevanda, il kikeon, a base di farina d'orzo, semi di coriandolo e lino, vino, formaggio grattugiato e foglioline di menta.

Tavola n° 10 tratta dal Libro Muto, raffigurante gli Alchimisti che preparano offerte per gli dei Artemide e Apollo

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CELTI

Il cibo celtico per eccellenza era il maiale, rimasto tuttora nella cultura alimentare della Pianura Padana e della Germania.
Tra le carni vi erano ovini e caprini allevati nelle fattorie; l'unico pennuto ammesso a tavola (per modo di dire poichè finiva nel piatto!) era la gallina dato che per i Celti era tabù mangiare i volatili in quanto considerati messaggeri degli dei.
Lo sapevate che...
Il gorgonzola e tutti gli erborinati d'Europa sono di origine celtica come la fontina, il taleggio e il bitto ..... tutt'oggi prodotto nella nostra Provincia in Val Gerola. Durante la conquista della Gallia, Giulio Cesare scoprì il burro e le antenate delle caramelle. Queste erano a base di gemme di pino cembro cotte nel miele: miracolose per la tosse.

IMPARA DA NOI A ...

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ETRUSCHI

Gli Etruschi si nutrivano essenzialmente di farro, orzo, fave, piselli, fichi; la cipolla era tra gli alimenti più importanti. Inoltre preparavano il formaggio con il latte di capra e di pecora. La carne veniva cotta alla brace ed era soprattutto di maiale, ma anche di cervo, capriolo, lepre e orso.
Ai loro banchetti, gli Etruschi facevano partecipare anche le donne. Questo fatto scandalizzava i Greci e gli altri popoli del Mediterraneo.

Lo sapevate che...
Per gli
Etruschi mettersi a tavola era come partecipare a un rito sacro. Indossavano i vestiti migliori, si sdraiavano sui Klinai, ascoltavano i suonatori di Lira e si lasciavano servire, da schiavi nudi, di fronte alla brace su cui cuocevano le carni.

Scena di un banchetto: gli ospiti
sono sdraiati a coppie,
un uomo e una donna insieme.
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ROMANI

Prima dell' arrivo del pane nel II secolo a.c. per opera degli Etruschi, i Romani mangiavano delle specie di polenta chiamata Puls che si accompagnava con legumi e con carne allo spiedo.

I CIBI PREFERITI
Le carni più usate erano quelle di pecora e quelle di maiale, le quali venivano conservate sottosale. Altre carni erano: pollo, agnello, vitello, asino, cinghiale, pavone, fagiano e, non ci crederete, persino carne di ghiro. I sapori agrodolci erano molto graditi, infatti si cucinavano i funghi con il miele, i piccioni coi datteri e le pesche marinate.
Lo sapevate che...
I romani avevano
un grande amore per la buona tavola. Si trattava di una cucina in cui venivano mescolati sapori pungenti e sapori dolciastri: nelle stesse pietanze, accanto all'aceto e alla menta, si usavano il miele, il mosto cotto e la frutta ridotta a purè. Il vino era la bevanda preferita, e si beveva caldo anche nei bar, chiamati TABERNAE. A Pompei in via Dell'Abbondanza ve ne erano ben 20 e in tutta la città 118.


FERMATI AL TABERNAE

Scena di banchetto dal triclinia
della Casa dei Casti
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