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Chiesetta del Buon Consiglio

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Chiesetta della Madonna del Buon Consiglio

 

 


Ingresso

 


Madonna del Buon Consiglio

 

Sulla strada che, staccandosi dalla Panoramica dei castelli, conduce alla Chiesa di san Fedele c’è la chiesetta del Buon Consiglio, sulla piccola omonima piazza.

E’ costituita da un’abside chiusa all’altezza dell’arco trionfale da un muro che fa da facciata ed è affiancato da due pilastri.

La chiesetta è stata edificata per chiedere alla Vergine  di alimentare la devozione delle persone di poca fede.

Già nell’Antico Testamento Maria è profeticamente chiamata"Consigliere mirabile” (Is 9,5) e l’invocazione  Madre del Buon Consiglio”è stata inserita nel formulario lauretano dal papa Leone XIII nel 1903: la Vergine è implorata perché illumini i fedeli facendo conoscere ciò che piace a Dio e li guidi nei travagli della vita.

La chiesetta, un tempo molto frequentata e curata, venne poi chiusa al pubblico, fino al restauro che le ha ridato dignità; ora vi si celebra la Messa tutti i martedì e giovedì.

La facciata, sul lato nord, era tutta affumicata perché davanti ad essa si fermavano  gli arrotini ambulanti (i muléta ) e gli stagnini (magnan o parulè) a svolgere il loro lavoro.

Sullo sfondo dell’altare è dipinta la “Pesca Miracolosa”, mentre ai lati sono state collocate due statue: una del Sacro Cuore di Gesù e l’altra della Madonna Pellegrina. L’unico quadro antico e di valore, raffigurante la Madonna del Buon Consiglio, è stato purtroppo rubato ed è ora sostituito da una copia inserita nella originale cornice dorata, mentre un’altra copia dello stesso dipinto è collocata sul muro della facciata.

 Anche l’esterno ha ricevuto una ristrutturazione: un tettuccio di legno ripara sia il portale (1686) d’ ingresso che proviene dalla chiesa di S. Matteo di Arigna sia le due finestre laterali quadrate, difese da grate di ferro.

Panchine di pietra addossate alla parete esterna sembrano invitare non solo alla preghiera, ma anche alla conversazione che certamente nei tempi passati animava la piazzetta dove c’è anche una bella fontana di pietra.

Tutta la parete absidale è in sasso a vista, mentre il tetto è in tegole di ardesia. C’è una campana, azionata a corda, inserita in una piccola costruzione soprelevata che si chiama “cavaliere”.

 La statua della Madonna Pellegrina ha una storia particolare. In legno di tiglio, fu commissionata dal vescovo di Como Felice Bonomini ad un maestro intagliatore della Val Gardena.

Essa servì per la Peregrinatio Mariae, il passaggio trionfale della Madonna in tutte le parrocchie della diocesi di Como nel 1949. Era giunta, devotamente accolta da tutta la popolazione, nel novembre di quell’anno anche a Poggiridenti, poi la statua rimase nel seminario di Como.

Restaurata per interessamento di don Giuseppe Acquistapace, fu donata alla parrocchia nel 1994 (dall’opuscolo distribuito per la cerimonia della benedizione della Madonna Pellegrina dal parroco don Eugenio Sertorelli).