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Cartolina d'epoca

 

 


Statua della Madonna del Carmine

 

 

Anche Pendolasco ha costruito il suo santuario. Di solito lontano dall’abitato, il santuario svolge una funzione diversa e complementare rispetto alla chiesa parrocchiale, che è il luogo abituale di preghiera e celebrazione liturgica. Offre alla devozione popolare un’icona sacra da implorare perché dispensi celesti favori, da ringraziare per le grazie, spirituali e, a volte materiali, ricevute.

Il santuario di Poggiridenti è dedicato alla Vergine del Carmelo.

Sorge su un dosso panoramico, in località Somsassa; sovrasta, infatti, scoscese pareti rocciose, che, in parte coltivate a vite, scendono fino al fondovalle. Si incontra la chiesa percorrendo la strada Panoramica dei castelli, accanto al cimitero di Poggiridenti Centro.

Per questa sua posizione il santuario costituisce idealmente l’anello di congiunzione all’insegna della fede, tra il Centro e il Piano del paese.

Dopo la Riforma e il Concilio di Trento, nel clima di rinnovato fervore religioso nei confronti della Madonna, particolarmente vivo nella nostra valle sottoposta al dominio grigione, la comunità di Pendolasco sente il desiderio di erigere un tempio alla Vergine. Acquisito il terreno nel 1648, viene costruita una chiesa a base ottagonale, consacrata nel 1651. Sull’altare maggiore è collocata una statua della Madonna del Carmine e si costituisce la Confraternita della Vergine del Monte Carmelo.

L’aula ottagonale è sormontata da una cupola esternamente mascherata da un tiburio. Il presbiterio è chiuso da un bel cancello in ferro battuto; anche i due altari laterali sono chiusi da ferrate di pregevole fattura (1672).

Nel 1710 la popolazione di Pendolasco ritiene necessario ampliare la chiesa, perché possa contenere tutti i fedeli, diventati più numerosi. Viene così aggiunto, sul lato nord, un avancorpo a tre navate e si innalza un’elegante facciata barocca scandita da quattro paraste (semipilastri addossati alla parete) in pietra viva, la facciata si conclude con un grande frontone a vento, cioè sopraelevato rispetto al tetto della chiesa. Bello il portale in pietra verde di Tresivio.

I due altari laterali ospitano due tele bisognose di restauro: in quello di destra “Il transito di san Giuseppe”, nell’altare di sinistra “Lo Sposalizio della Vergine”.

I due corpi della chiesa sono collegati da una stretta arcata che toglie parzialmente la visibilità del presbiterio, ma, in compenso, produce un gradevole effetto prospettico.

Nel 1772 l’intagliatore e scultore Giovan Battista Zotti esegue l’ancona lignea e la statua della Madonna, poste sull’altare maggiore.

L’attuale statua  della Madonna del Carmelo è stata donata, a ringraziamento dello scampato pericolo,  nel 1947 dai reduci delle due guerre mondiali. Gli alpini del paese sono particolarmente legati a questa Madonna: giovani e veci la portano in processione nella festa annuale della Madonna del Carmine ( anticipata alla prima domenica di maggio perché il 16 luglio, giorno in cui il calendario ricorda  la Beata vergine del Carmelo, i contadini erano occupati nella fienagione). E sono stati proprio gli alpini a finanziare il restauro, prima della statua, poi del tronetto che la incornicia.

Fin dal suo sorgere la popolazione anche dei paesi vicini a Poggiridenti ha mostrato grande devozione verso questo santuario. Durante le processioni oltre alla statua della Madonna le reliquie di san Prospero (ora traslate in san Fedele) erano oggetto di preghiera e di invocazione  per ottenere la pioggia durante i periodi di siccità.

 Nei documenti conservati nell’archivio parrocchiale sono elencate “le grazie comncesse per intercessione della Santissima Vergine Maria del Carmine”: grazie a lei i moribondi rinvigorivano, gli increduli erano puniti, la donna “presa dalla malinconia e uscita di cervello” guariva e tornava sano il boscaiolo che si era tagliato “le cordane del piede con un sigurello”.

Fonti:

C.Bozzi, F.Prandi, Da Somsassa al Carmine, Ed. Parrocchia di s. Fedele, Poggiridenti, 1983

F. Bormetti, M.Sassella (a cura di), Chiese Torri Castelli Palazzi, Provincia di Sondrio, 200

AA.VV, Santuari mariani in Valtellina e Valchiavenna, Ed. Terzo Millennio, Sondrio,2001