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Chiesa della Madonna del Lavoro 

Arte

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Santelle  e affreschi

Oratorio

Buon Consiglio

Madonna del Lavoro

Torre di Pendolasco
Affreschi di casa Toloni

 


Foto 1955

 

 


La vetrata di Renzo Sala

Negli anni ’50 il Piano vede aumentare sensibilmente la popolazione. Il magazzino del signor Ezio Cantoni, adibito a cappella, dove si officia da ben nove anni, si rivela ormai inadeguato.

15 novembre 1953 I capifamiglia del Piano, secondo quanto annota con rigore analitico il parroco di allora, don Giuseppe Armanasco, si riuniscono in assemblea per deliberare l’erezione di una chiesa, da farsi “al più presto e evitando grandi spese”. Si parte da un milione, raccolto con le offerte dei fedeli del Piano durante le Messe e con la annuale festa dei canestri.

21 novembre 1954 E’ benedetta la Prima Pietra della erigenda chiesa. Progettista è l’ing. Enrico Tirinzoni. Si fa un “imprestito bancario” di tre milioni; 44 capifamiglia firmano per garanzia. Con commovente fervore religioso e devozione al paese natio molti emigranti, dal Michigan all’Australia, mandano contributi finanziari.

20 novembre 1955 Si svolge la cerimonia della inaugurazione della chiesa. “Una chiesa in 364 giorni” La chiesa è dedicata alla Madonna del Lavoro con questa motivazione: “Il lavoro, impronta di schiavitù dopo il peccato, deve diventare l’aurora di un giorno che non terminerà mai, in paradiso. Il contadino, che non ha limite di orario nel suo lavoro, che è dimenticato e anche disprezzato dai grandi della terra, troverà un grande coraggio nel suo quotidiano lavoro sotto lo sguardo della Madonna che benedice e protegge”.

La vetrata (m 2 x 3) è ideata dall’artista Renzo Sala, che così illustra l’opera “Tra un cielo cristallino il sole nascente irradia l’operosità spirituale e materiale del contadino, che, per quanto sia dimenticato e quasi per nulla retribuito dagli uomini, avrà il cuore della Madonna sempre palpitante accanto a lui per favorirlo ogni giorno di un bene per l’anima e per il corpo. Dalla chiesetta alpina la campanella suona mattina e sera  per un dolce richiamo alla preghiera, che accompagna il pastorello nella fedele custodia del suo bestiame e … ogni goccia di sudore nel pesante lavoro dell’aratura. Così ai piedi della Madonna del Lavoro, le cui mani stringono sul cuore la pienezza dei celesti doni, troverà l’abbondanza dei frutti che portano salute e vita in questo duro pellegrinaggio e assicureranno la preziosa ricompensa dove il sol nascente non avrà mai tramonto”.

Il lavoro della vetrata viene realizzato da Giovanni Antamati con tessere di mosaico legate in piombo.

Fonte: “Cronistoria della parrocchia di Poggiridenti  a cura del parroco don Giuseppe Armanasco (1943-1959)” : l’estratto ci è stato gentilmente messo a disposizione dall’attuale parroco di Poggiridenti,  don Eugenio Sertorelli