HOME

Antiche contrade

 
Antiche contrade
Vino Inferno
Percorso naturalistico
Adda Rogna e rogge
Arte e artigianato

 

 

 


Contrada Zocca

 

 

 

 


Ca' Valesini

 

 

 

 

 

 


Ca' Fra' 

Interessanti sono gli insediamenti rurali accanto all’edilizia abitativa con qualche pretesa di signorilità.

Parte alta del paese
Surana è la frazione posta più in alto: mantiene aspetti di borgo medioevale.

La struttura delle abitazioni più antiche corre lungo l’asse della strada, con due file di edifici, a monte e a valle; all’inizio e alla fine dell’unica strada si alzano archi, che pare fossero dotati di porte di legno: in questo modo la gente poteva difendersi da eventuali nemici e dagli attacchi di lupi e orsi. Merita la visita un forno ora non più in funzione.

Poggiridenti Centro

Scendendo da Surana, si incontra un altro luogo di antico insediamento: è il Dosso, ora ricco di case ristrutturate o moderne.

Poco oltre il Piazzo conserva begli androni  e antiche cantine. Gli anziani si dicono sicuri che un percorso sotterraneo le collegava con la chiesa di san Fedele.

La contrada Ferrari, prospiciente il torrente Rogna, è ancora ben conservata. Era un borgo dalle abitazioni in pietra e legno, a ciclo chiuso: sono ancora visibili al suo interno i mulini, il torchio, il forno.

Al Torricello due bei portali del Settecento agli ingressi di casa Valesini ricordano la presenza dell’antica dimora dei san Benedetto.

A sud ovest della chiesa parrocchiale si trova il nucleo più antico del paese, la contrada Zocca (un tempo il nome Pendolasco era riferito solo a questa località) che è collocata in un’accogliente rientranza del pendio (zoca è la conca nel terreno).

Qui, più esattamente in contrada Spina, si ammira il Portek di Lavigèe: si può accedere dalla via Zocca, scendendo qualche gradino. Vi dimoravano i signori da Pendolasco, come testimoniato dagli affreschi delle opere di misericordia corporale lì rinvenuti.

Ad ovest della piazza del Buon Consiglio è particolarmente interessante il Portek di Cursùr (I postini), un ampio porticato antistante un’antica abitazione, ora di fattezze moderne. La tradizione vuole che in questo luogo ci fosse un convento di frati, con annessa cappella. Due bei portali,  le volte del porticato, importanti gradini di pietra, qualche lacerto di affresco e un grande camino fanno pensare all’importanza che nel passato questo luogo può aver assunto.

Poco più ad ovest c’è la Contrada di Fra’: gli anziani sostengono il legame tra questo nome e il vicino convento: breve ed antico è il tratto di sentiero che collega il Portek di Cursur alla piazzetta di Fra’, che è abbellita da una fontana in pietra verde e da un’antica abitazione su cui spicca un affresco votivo.

Sempre alla Zocca un forno, detto “furen di Gudenz” (Gaudenzio è un nome assai ricorrente nella famiglia Cederna proprietaria di tale manufatto) è ancora funzionante,  usato a turno dalla gente della contrada.

Intorno ci sono fienili, “ére”(locali ben aereati, adibiti alla battitura della segale col fièl ed alla conservazione delle granaglie), stalle e vecchissime abitazioni contadine.

Anche in questa zona e nella vicina Ca’ Nobili, come a Surana, le case addossate le une alle altre, erano difese da portoni che chiudevano i cortili interni, probabilmente a scopo difensivo.

Verso il comune di Montagna, ad ovest, c’è la località “Il Torchio”, comune di Pendolasco, ma parrocchia di Montagna: la gente si recava alla chiesa di san Giorgio per tutte le funzioni e le cerimonie religiose.

Sulla strada Panoramica, proprio di fronte alla deviazione per la chiesa di san Fedele, si scende in una piccola contrada, Ca’ Fomiatti, con case collegate da portici e profonde cantine. C’era la residenza della famiglia Gianoli, elegante dimora ricca di giardini che il mite clima e la posizione soleggiata riempiva di vegetazione mediterranea, come ulivi secolari e palme. Gli anziani ricordano i profumati ed esotici fiori di G. Battista Gianoli, grande personaggio cultore della storia  e dell’arte valtellinese.

Ca’Piasini, posta nella parte orientale del paese, nei pressi del torrente Rogna, che qui scorre in profonde forre, è ormai un  nucleo di ville moderne.

All’inizio della strada che con tornanti scende dal Centro al Piano lungo le vigne dell’Inferno c’è la località Fontanelle (Funtanèla). Il nome deriva dalla presenza in questo luogo di alcune sorgenti d’acqua che sgorgano qua e là. L’acqua che affiorava lungo la mulattiera veniva incanalata ai margini della stradina e fatta scendere tra le vigne dove, raccolta in piccole vasche di bitume, serviva per irrorare la vite. L’acqua che sgorgava all’interno della casa veniva utilizzata con la costruzione di una fontana e di una vasca come lavatoio, per abbeverare le bestie e, quando non esisteva ancora il frigorifero, per mantenere al fresco il latte appena munto.

Quest’acqua, purissima, era un’acqua “climatica”; fresca d’estate, tiepida d’inverno

Poggiridenti Piano

Piena di fascino e mistero è la località Palù, nella parte orientale. Un tempo l’Adda scorreva più a monte del corso attuale. Quando il torrente Runch rovinò paurosamente, formando il conoide di deiezione su cui sorge la Fiorenza, il fiume fu costretto a deviare, scavandosi il letto più a sud. I nonni raccontano che in questo luogo, un tempo paludoso, c’erano piccole imbarcazioni.

Sulla strada statale, dove ora sorge un ristorante, un tempo esisteva il Magazzino: centro di raccolta del vino che i contadini vendevano agli acquirenti, soprattutto svizzeri.

Sul lato orientale del piazzale, che è il cuore istituzionale del Piano (siamo nei pressi della chiesa, delle scuole materna ed elementare), sorgeva la latteria sociale costruita durante il fascismo: reca traccia di quello stile il portale d’ingresso.