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SCI ALPINO

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SCI  ALPINO
SCI  ALPINISMO

 

Le regole
Per ogni specialità, vince il concorrente che in gara, senza saltare alcuna porta, e usando materiale regolamentare, fa segnare il tempo più basso sul percorso di gara.

I tempi di ogni concorrente devono essere espressi in minuti primi, secondi e centesimi.

  Spettacolo e velocità
La Discesa Libera è la più spettacolare fra le specialità dello sci alpino, poiché gli atleti raggiungono velocità a volte superiori ai 120 km/h. I discesisti sono definiti uomini-jet: si lanciano dalla partenza all'arrivo "a uovo", ovvero in posizione raccolta, noncuranti di curve, salti, cambi di pendenza e rettilinei, e ricercano la massima aerodinamicità: individuano le traiettorie più brevi e lasciano scorrere gli sci per creare il minor attrito possibile. Il dislivello della pista per lo svolgimento delle gare maschili varia dagli 800 ai 1100 metri, per quelle femminili dai 500 agli 800 metri. Per poter disputare la gara è indispensabile partecipare alle prove cronometrate dei giorni precedenti. Il tracciato di gara è segnalato da porte rosse, disposte perpendicolarmente alla linea di discesa, attraverso le quali il concorrente è tenuto a passare. Le zone in cui l'atleta raggiunge velocità più elevate devono essere protette adeguatamente, con ampi spazi per eventuali cadute: per questo motivo gli atleti devono indossare un casco di protezione.

 

 

 

 

Il Super-G appare per la prima volta come competizione olimpica ai XV Giochi di Calgary 1988. Si tratta di una via di mezzo tra una discesa libera ed uno slalom gigante. Le gare di Supergigante maschile si svolgono su un dislivello che varia dai 500 ai 650 metri. Quello delle gare femminili varia invece dai 400 ai 600 metri. Il tracciato è segnalato con porte alternate blu e rosse che devono essere almeno 35 per gli uomini e 30 per le donne. Non sono previste prove cronometrate ed è obbligatorio l'uso del casco.

Tecnica e precisione
Lo
Slalom Gigante è la specialità che riassume tutte le caratteristiche dello sci alpino: non solo velocità e coraggio, ma anche tecnica e precisione. Le porte sono più ravvicinate rispetto a quelle delle prove veloci, è quindi necessario un grande controllo degli sci e rapidità nell'eseguire i continui cambi di direzione senza compiere movimenti troppo bruschi che impedirebbero fluidità dei movimenti e rallenterebbero l'azione. Il tracciato dello Slalom Gigante maschile può avere un dislivello che varia dai 300 ai 450 metri, per le gare femminili da 300 a 400 metri. La gara si disputa in due manche sulla stessa pista, ma con differenti tracciati: vince l'atleta che sommando i tempi ha ottenuto quello minore. Le porte, alternate blu e rosse, sono in numero compreso tra 56 e 70 per gli uomini e tra 46 e 58 per le donne. Gli atleti hanno a disposizione un'ora per ispezionare il tracciato prima dell'inizio della gara (ricognizione), ma non possono effettuare prove, pena l'immediata squalifica dalla competizione. L'ordine di partenza della seconda manche è fissato in base all'inversione dei primi 30 classificati nella prima.

Nello Slalom Speciale maschile il dislivello della pista può variare dai 180 ai 220 metri, in quello femminile dai 140 ai 200 metri. La gara si svolge in due manche sulla stessa pista ma con differenti tracciati, con le stesse modalità dello Slalom Gigante. Le porte del tracciato, alternate blu e rosse, sono dei singoli paletti snodabili e devono essere tra 55 e 75 per gli uomini e tra 40 e 60 per le donne. Molto strette tra loro, impegnano l'atleta in agilità e destrezza per evitare l'inforcata (quando entrambi gli sci non passano dallo stesso lato del palo). Teatro delle gare di slalom sono piste piuttosto ripide, con neve molto dura, spesso ghiacciata artificialmente. Gli atleti indossano delle particolari protezioni sulle gambe e sulle braccia e a volte anche un apposito casco per proteggersi dall'impatto con i paletti.

La Combinata è formata da una discesa libera e uno slalom speciale. La classifica viene stilata in base alla somma dei tempi finali delle due prove. Questa specialità esalta le doti di polivalenza dell'atleta, doti oggi sempre più rare per via dell'estrema specializzazione necessaria per eccellere in questo sport.